Steatosi epatica

Steatosi epatica

Si chiama steatosi epatica o NAFLD, sigla inglese che significa “fegato grasso per causa non alcolica”, e consiste nell’accumulo eccessivo di grasso all’interno delle cellule del fegato. Un problema, in costante aumento, che secondo recenti statistiche riguarda più del 20% degli adulti e il 15% dei bambini. La steatosi epatica (più comunemente nota come «fegato grasso») è una condizione frequente che consiste, appunto, nell’accumulo di grasso nel fegato. Di per sé non dà sintomi e non è patologica, però può evolvere in infiammazione (steatoepatite) e fibrosi, che possono portare allo sviluppo di cirrosi epatica. L’accumulo di grasso nel fegato spesso non dà sintomi, ma nel 10% dei pazienti può provocare infiammazione e persino cirrosi, con danni permanenti all’organo e alla sua funzionalità. Come viene trattata la steatosi? Riduzione di grassi, alcol e zuccheri nella dieta, minore consumo di carne rossa e latticini, aumento dell’attività fisica, perdita di peso nelle persone con obesità o sovrappeso, maggiore assunzione di frutta, verdura e cereali integrali. Riduzione di almeno il 10% del peso, ad esempio 8 kg per una persona di 80 Kg, potrebbe essere utile. Ma non ha un effetto immediato: ci vogliono alcuni mesi per ridurre il grasso che si è accumulato; quindi, bisogna impegnarsi nel perdere peso, ma poi anche mantenere il peso raggiunto ed evitare di riprenderlo. Tuttavia, il livello di consapevolezza dei danni che possono manifestarsi è molto basso ed è per questo che trascurare il fegato grasso può portare a sviluppare il tumore. Essere in grado di riconoscere l’infiammazione in corso e trattarla in maniera corretta è fondamentale per la salute del paziente.

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